L’esperienza dell’Associazione Nuovi Cittadini Onlus

raccontata al convegno MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI – Venezia 14/02/15

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Minori Stranieri Non Accompagnati: secondo la normativa sono “i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea o apolidi di età inferiore ai 18 anni che entrano nel territorio nazionale senza essere accompagnati da una persona adulta, finché una persona  per essi responsabile non ne assuma effettivamente la custodia, ovvero i minori che sono stati abbandonati una volta entrati nel territorio nazionale” (DLgs 7 aprile 2003 n. 85).  Gli stessi possono presentare istanza per il riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra. Un quadro generale della situazione relativa ai Minori Stranieri Non Accompagnati presenti sul territorio nazionale è stato presentato da Monia Giovannetti, referente Area Welfare di Ricerche Cittalia (vedi slides).

Passando alla dimensione locale, l’operatrice Francesca De Lotto partecipando al Convegno di Venezia, ha raccontato l’esperienza dell’Associazione Nuovi Cittadini Onlus che da diversi anni  gestisce progetti di accoglienza e inserimento di minori nell’ambito dello SPRAR (Sistema Richiedenti  Asilo e Rifugiati). Dal 2008 sono circa un’ottantina i minorenni giunti sul territorio udinese che sono stati seguiti nel loro percorsi di richiedenti asilo. Sono tutti maschi, spesso affidati dalle famiglie a “trafficanti” senza scrupoli pur di allontanarli da guerre e conflitti di Paesi in cui anche i bambini sono reclutati come soldati. Hanno viaggiato soli, per terra e per mare, in condizioni di certo non agiate, affrontando continuamente pericoli di ogni genere, conoscendo solo la loro lingua madre. Quando arrivano nel Paese dove intendono fare richiesta d’asilo, mediamente  hanno 16 anni, ma potrebbero aver abbandonato il loro paese ad un’età ben  inferiore. Sono prevalentemente afghani, eritrei e somali. Per i minori africani, il paese di partenza è generalmente la Libia e le coste di approdo sono quelle della Sicilia (Lampedusa). È il percorso condiviso da tutti i profughi della cosiddetta “Emergenza Nord Africa”. Poi “smistati” laddove è possibile accoglierli.

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Nel caso udinese, sono presi in carico dal Comune e dell’Associazione NC in quanto soggetto attuatore del progetto di accoglienza denominato EFRAIM MINORI (per approfondire vai alla pagina del sito) ; un’apposita convenzione permette di alloggiare i minori presso la struttura di accoglienza collettiva “Casa dell’Immacolata don Emilio De Roja”; qui ricevono vitto e alloggio, mentre per  tutte le altre necessità, il riferimento sono sempre gli operatori dei Nuovi Cittadini Onlus.  Quindi viene fornita assistenza sanitaria e sociale, tutela legale, accompagnato all’accettazione del proprio status di richiedente asilo (dal p.d.v. giuridico, psicologico e sociale), accesso ai servizi scolastici fino all’orientamento e sostegno alla formazione professionale. Quest’opera di accompagnamento  si conclude con un supporto all’integrazione lavorativa e abitativa, accompagnata spesso da iniziative di socializzazione.

Dunque progetti di accoglienza accurati, calibrati sulla loro età e personalizzati, volti a favorire l’autonomia a la graduale riconquista delle capacità di scelta, di progettazione del proprio futuro (incluso il ricongiungimento con i familiari) e la percezione del proprio valore.